LO SCENARIO MACROECONOMICO

Le tensioni internazionali e la realtà locale


Fare impresa:
un contributo economico e sociale per la crescita della comunità in modo armonico e dinamico
Confidenziale del Presidnte Pagliai

Lo scenario macroeconomico
Intervento del Direttore

Master imprenditori

Gioco in Borsa

Un nuovo mercato per l'economia del nostro territorio: Punto d'incontro Soci e Clienti

Tour dell'Irlanda: la prima gita 2002

Progetto giovani: assegnate le "borse di studio"

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Il primo semestre 2002 dal punto di vista finanziario ed economico ha vissuto delle fasi decisamente altalenanti guidate dall’incertezza della ripresa globale.
Il primo trimestre ha consolidato il buon recupero delle quotazioni azionarie realizzatosi dai minimi toccati all’indomani degli attacchi terroristici, consentendo al mercato obbligazionario di tirare il fiato dopo i massimi raggiunti nel mese di Novembre del 2001. Un simile comportamento dei mercati finanziari è stato alimentato dai dati americani giunti fino alla metà del semestre che stavano segnalando una buona ripresa della macchina produttiva Usa (preliminari PIL, Indici Manifatturieri e dei Prezzi) supportata anche da un buon andamento della fiducia dei consumatori.
Il secondo trimestre ha visto invece repentini capovolgimenti di scenario rispetto a quello che la prima parte dell’anno poteva ragionevolmente far prevedere. Il deterioramento dei mercati azionari, pur in presenza di dati macroeconomici non preoccupanti, è stato alimentato dall’acuirsi della situazione politica medio-orientale, dalla paura di nuovi attentati e dallo spettro del credit crunch, sia governativo che corporate, sostenuto dalla forte diminuzione della produttività delle imprese private oberate da debiti sempre più in espansione.
Il caso Enron negli Stati Uniti non è risultato un caso isolato; ad esso hanno fatto seguito altri colossi della new-economy quali Worldcom, Vivendi. Un simile scenario ha fatto precipitare la fiducia del risparmiatore nei confronti di un sistema che fino ad allora era apparso come il massimo garante della trasparenza, facendo esplodere una serie di scandali finanziari su colossi dell’economia internazionale che rischiano di coinvolgere perfino l’attuale Amministrazione americana.
Accanto alle frodi di bilancio si aggiungono adesso i dubbi sulla sostenibilità dei debiti di grosse aziende i cui profitti crollano di fronte allo stallo dell’economia globale: Deutsche Telecom, France Telecom, Alcatel, Ericsson. Tutto questo scenario ha portato il $ Usa ad indebolirsi significativamente nei confronti dell’Euro e dello Yen inducendo i mercati azionari a testare livelli di prezzo vicini, se non inferiori, al 21 Settembre.
Sul fronte dei paesi emergenti, dopo il caso Argentina, per il quale non sono emerse ancora significative evoluzioni se non interessanti aperture da parte del FMI, si registra un acuirsi delle tensioni nell’area sud-americana in particolare Brasile e Venezuela.
Tali scenari hanno avuto ripercussioni negative anche nel nostro piccolo mondo operativo, penalizzando il risparmio e non consentendo la ripresa economica tanto attesa.
In questa situazione la nostra Banca si è mossa seguendo le linee tracciate nel piano strategico 2002/2004, operando con attenzione secondo i principi della sana e prudente gestione e attuando i piani di sviluppo già programmati.
Tali attività hanno permesso a Banca Valdichiana di ottenere dei buoni risultati nel primo semestre dell’anno in corso.
La raccolta espressa in migliaia ha registrato:
Raccolta Diretta € 191.582
(+ 3,79 rispetto al 31.12.01)
Raccolta Indiretta € 155.106
(- 0,40 rispetto al 31.12.01)
Gli impieghi, sempre in migliaia, si sono attestati a € 130.803 (+ 3,89 rispetto al 31.12.01)
Anche i servizi hanno registrato una crescita generalizzata su tutti i settori operativi della Banca (incassi e pagamenti, c/c, attività telematiche, servizi assicurativi, leasing ecc.), mentre risulta stabile l’attività di intermediazione finanziaria per le motivazioni già richiamate.
Lo sviluppo dell’azienda è generalizzato su tutte le zone di competenza; importante è la crescita nella nuova zona operativa della Valdichiana (fil. Terontola).
Tale trend dovrebbe consentire a fine anno anche il raggiungimento di un positivo risultato economico.
I numeri che emergono da questa “semestrale” gratificano quindi l’impegno di tutto il corpo impiegatizio, affinchè Banca Valdichiana diventi nel territorio dove opera sempre più “banca di riferimento” per le famiglie, le piccole e medie imprese, e tutte le categorie economiche che con essa interagiscono.

Fulvio Benicchi