Il primo semestre 2002 dal punto di vista finanziario ed economico ha vissuto delle fasi decisamente altalenanti guidate dallincertezza della ripresa globale.
Il primo trimestre ha consolidato il buon recupero delle quotazioni azionarie realizzatosi dai minimi toccati allindomani degli attacchi terroristici, consentendo al mercato obbligazionario di tirare il fiato dopo i massimi raggiunti nel mese di Novembre del 2001. Un simile comportamento dei mercati finanziari è stato alimentato dai dati americani giunti fino alla metà del semestre che stavano segnalando una buona ripresa della macchina produttiva Usa (preliminari PIL, Indici Manifatturieri e dei Prezzi) supportata anche da un buon andamento della fiducia dei consumatori.
Il secondo trimestre ha visto invece repentini capovolgimenti di scenario rispetto a quello che la prima parte dellanno poteva ragionevolmente far prevedere. Il deterioramento dei mercati azionari, pur in presenza di dati macroeconomici non preoccupanti, è stato alimentato dallacuirsi della situazione politica medio-orientale, dalla paura di nuovi attentati e dallo spettro del credit crunch, sia governativo che corporate, sostenuto dalla forte diminuzione della produttività delle imprese private oberate da debiti sempre più in espansione.
Il caso Enron negli Stati Uniti non è risultato un caso isolato; ad esso hanno fatto seguito altri colossi della new-economy quali Worldcom, Vivendi. Un simile scenario ha fatto precipitare la fiducia del risparmiatore nei confronti di un sistema che fino ad allora era apparso come il massimo garante della trasparenza, facendo esplodere una serie di scandali finanziari su colossi delleconomia internazionale che rischiano di coinvolgere perfino lattuale Amministrazione americana.
Accanto alle frodi di bilancio si aggiungono adesso i dubbi sulla sostenibilità dei debiti di grosse aziende i cui profitti crollano di fronte allo stallo delleconomia globale: Deutsche Telecom, France Telecom, Alcatel, Ericsson. Tutto questo scenario ha portato il $ Usa ad indebolirsi significativamente nei confronti dellEuro e dello Yen inducendo i mercati azionari a testare livelli di prezzo vicini, se non inferiori, al 21 Settembre.
Sul fronte dei paesi emergenti, dopo il caso Argentina, per il quale non sono emerse ancora significative evoluzioni se non interessanti aperture da parte del FMI, si registra un acuirsi delle tensioni nellarea sud-americana in particolare Brasile e Venezuela.
Tali scenari hanno avuto ripercussioni negative anche nel nostro piccolo mondo operativo, penalizzando il risparmio e non consentendo la ripresa economica tanto attesa.
In questa situazione la nostra Banca si è mossa seguendo le linee tracciate nel piano strategico 2002/2004, operando con attenzione secondo i principi della sana e prudente gestione e attuando i piani di sviluppo già programmati.
Tali attività hanno permesso a Banca Valdichiana di ottenere dei buoni risultati nel primo semestre dellanno in corso.
La raccolta espressa in migliaia ha registrato:
Raccolta Diretta € 191.582
(+ 3,79 rispetto al 31.12.01)
Raccolta Indiretta € 155.106
(- 0,40 rispetto al 31.12.01)
Gli impieghi, sempre in migliaia, si sono attestati a € 130.803 (+ 3,89 rispetto al 31.12.01)
Anche i servizi hanno registrato una crescita generalizzata su tutti i settori operativi della Banca (incassi e pagamenti, c/c, attività telematiche, servizi assicurativi, leasing ecc.), mentre risulta stabile lattività di intermediazione finanziaria per le motivazioni già richiamate.
Lo sviluppo dellazienda è generalizzato su tutte le zone di competenza; importante è la crescita nella nuova zona operativa della Valdichiana (fil. Terontola).
Tale trend dovrebbe consentire a fine anno anche il raggiungimento di un positivo risultato economico.
I numeri che emergono da questa semestrale gratificano quindi limpegno di tutto il corpo impiegatizio, affinchè Banca Valdichiana diventi nel territorio dove opera sempre più banca di riferimento per le famiglie, le piccole e medie imprese, e tutte le categorie economiche che con essa interagiscono.
Fulvio Benicchi