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LA BCC:
BANCA DI VALORI
Confidenziale del Presidente
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Foto in alto: Ario Rampelli, socio dal 1953 premiato durante l'Assemblea dell'11 maggio
Assemblea dei Soci dell'11 Maggio
1908-1959 due date da ricordare
Intervento del Vice Presidente Vicario Macchietti
Inaugurazione nuova agenzia di Castiglion Fiorentino
È operativo il nuovo sportello di BANCASSICURAZIONE
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Il 12 dicembre 1999 a Riva del Garda il Credito Cooperativo stilò la Carta dei Valori.
Undici punti per condensare limpegno e lidealità di oltre cento anni di attività, spesi (a volte tra mille difficoltà ed incomprensioni) a favore di piccoli agricoltori, artigiani, operai e famiglie, per concedere loro credito. Un micro credito come si usa dire oggi per consentire a milioni di persone di affrancarsi dal bisogno, di non incorrere nella piaga dellusura, e migliorare le proprie condizioni di vita. Non solo quelle economiche, che costituiscono necessariamente il primo impatto con la fatica del vivere quotidiano, ma anche quelle di più largo respiro e di lungo termine che permettono il riscatto sociale: la possibilità di studiare, lautonomia finanziaria, unesistenza dignitosa.
In undici punti, la Carta riaffermò limportanza di quei cento anni di storia.
E confermò lattualità della cooperazione creditizia.
Su quella piattaforma di valori, vivi e vitali da tempo e messi per iscritto nel 99 solo per comodità di esposizione, poggia la buona bcc.
Attenta alle tendenze economiche in atto nel territorio di sua competenza, senza dimenticare il valore delle persone e delle comunità di riferimento, nello stile cooperativo (difficile ma di profondo significato), deve riuscire a coniugare la piccola realtà locale con i numeri del bilancio, la redditività, la patrimonializzazione e la finanza dei mercati internazionali e nazionali, quasi sempre turbolenti e a volte caratterizzati da tigri di carta.
Realtà locale che merita la massima considerazione perché nasce dalla base sociale, dalla clientela, dalle istituzioni, dalla società civile. Da quanti, indipendentemente dal come, interagiscono con la bcc.
Realtà, queste, che sfidano la bcc a incoraggiare una maggiore partecipazione dei soci, a migliorare la qualità delle relazioni con tutta la clientela, ad attivarsi per sostenere gli operatori economici. In sintesi, la bcc deve saper guardare al territorio che le compete con approccio progettuale e spirito di collaborazione.
Sono occasioni di riflessione già indicate nella relazione del Cda che accompagna il bilancio 2002. Sono spunti che i piani strategici hanno già messo a fuoco e l11 maggio la base sociale ha fatto propri.
Su queste direttrici, e facendo affidamento su quanti credono nel credito cooperativo, Banca Valdichiana intende muoversi.
Omero Pagliai
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