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I NOVANTACINQUE ANNI
DI BANCA VALDICHIANA:
RICORDI, IDEALITÀ, PROGETTI
Gli impegni di ieri. Quelli di oggi. Pensando al futuro…
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SPECIALE NOVANTACINQUESIMO
2004 IN GITA CON
SOCI E CLIENTI
BCC VITA IDEA 2/2004
NUOVI SERVIZI
CON HOME BANKING
FAMIGLIE E IMPRESE
L’ANGOLO DEL CRAL
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Fondata nel 1908 da un gruppo di volenterosi cooperatori con l’obiettivo di auto-aiuto tra i soci e per i soci, la nostra banca per un periodo abbastanza lungo almeno fino agli anni ’50 ha vissuto momenti difficili e travagliati, tant’è vero che ne era stata programmata addirittura la liquidazione.
Fu proprio nell’assemblea convocata per la liquidazione, che un gruppo di soci si fece carico della rifondazione sfidando le difficoltà con impegno personale (morale ed economico), e dando così avvio ad un nuovo corso. L’odg di quel 6 luglio del 1952 “liquidazione della società” fu completamente ribaltato!
Da allora, ed è storia recente, la BCC ha avuto una crescita costante ed equilibrata, grazie all’impegno dei CdA che si sono succeduti negli anni, con alla guida Giulietti, Betti e per lungo tempo Enzo Pierini.
Nel tempo è stata anche costituita e messa a punto una struttura tecnica, sotto l’attenta guida di Luciano Fuccelli, direttore della rinascita e della crescita, e presente per ben 45 anni all’interno della nostra banca con ottimi risultati.
Molti di noi soci, amministratori, sindaci, dipendenti hanno vissuto direttamente queste vicende, e il ricordo è vivo e stimolante.
Altro punto di riferimento importante nello sviluppo e nella crescita della nostra banca è stato (ed è) il personale. Professionalità, attenzione e dedizione al proprio lavoro sono le caratteristiche che denotano lo “status” di dipendente di banca locale.
È il 1997 l’anno che segna tutto il percorso di eventi che hanno caratterizzato questi ultimi sei anni.
In quella data si poneva infatti la necessità di un cambio importante verso una fase nuova, una nuova direzione (dopo il pensionamento dell’allora direttore Fuccelli) e nuove strategie. Il CdA in quel momento ha saputo assumere le decisioni più opportune, e con la nuova direzione sono stati approntati gli strumenti tecnici per definire le giuste strategie.
Ci siamo subito posti come obiettivo la razionalizzazione del territorio di competenza e del numero delle BCC operanti nella zona. In effetti, in pochi chilometri quadrati erano stanziate ben sette BCC.
La BCC di Chiusi e la BCC di Piazze con reciproco impegno e disponibilità hanno deciso allora di unire le forze per un migliore posizionamento sul territorio e per un assetto organizzativo adeguato ai tempi.
La fusione ha dato vita a Banca Valdichiana, che si propone di esercitare il credito nei comuni contermini del sud della Toscana e dell’Umbria. Senza dimenticare la natura di banca locale e cooperativa. Attenta quindi alla mutualità e tesa ad offrire alla clientela prodotti finanziari di ottimo livello.
La scelta della fusione si è rivelata vincente. Nell’ambito del Movimento toscano è stata apprezzata ed “imitata”. Sei consorelle in un breve lasso di tempo hanno seguito il nostro esempio. A dimostrazione che “localismo” non vuol dire stretto e miope campanilismo, ma ricerca vigile e prudente di economie di scala, di sinergie, e di rispetto delle comunità di riferimento. Dopo la fusione, la redazione del Piano strategico di Banca Valdichiana ha portato al potenziamento delle sedi storiche della BCC, quali ad es. Montallese, Chiusi città e Cetona, e ha permesso di aprire nel giro di due anni appena le agenzie di Terontola e di Castiglion Fiorentino. Sedi “dinamiche” sotto ogni punto di vista, grazie anche alla disponibilità di quelle due comunità cittadine.
Altro importante punto di forza è per noi l’appartenenza a livello regionale e nazionale al Movimento delle BCC, che ci lega alle consorelle attraverso le strutture associative e ci permette di avere una gamma di prodotti altamente competitivi.
Una parola infine da convinto assertore di questo nuovo corso, intrapreso dalle BCC. A partire dal Convegno di Riva del Garda del dicembre 1999, insieme a tante BCC abbiamo gettato le basi per fare delle banche di credito cooperativo un sistema a rete, solidale e in grado di competere sul mercato con prodotti e servizi innovativi, garantendo nel contempo quegli ideali che sono alla base del nostro impegno e che fanno la forza della nostra autonomia.
Come Federazione Toscana siamo in prima linea per approntare un sistema informativo comune e d’avanguardia (qual è Sicra-Iside), per rendere più efficienti i controlli interni migliorando l’Internal Audit e per potenziare Iccrea Banca e Iccrea Holding che sono l’interfaccia con il sistema bancario. Iniziative queste non “di facciata”, ma utili per rendere la gestione della banca sempre più “sana e prudente”, con comprensibili positivi risvolti per tutta la base sociale e la clientela.
Una gestione sana e prudente, dicevamo, per un bilancio di tutta tranquillità. Un bilancio ordinario fatto di “buoni numeri” per realizzare poi il così detto “bilancio sociale” (che di quello ordinario ne è lo specchio…)
Molte in effetti le realizzazioni che negli anni si sono succedute. Tra le altre, ricordiamo i palazzetti dello sport, un museo, il recupero di una chiesa a centro di aggregazione sociale, la collana editoriale e i contributi a salvaguardia del patrimonio storico-archeologico. Sponsorizzazioni anche alle tante associazioni che operando in ambito sportivo, culturale e sociale rendono “vivibili” i nostri paesi.
Segnaliamo infine l’attenzione che Banca Valdichiana rivolge alle iniziative riguardanti il mondo giovanile, con particolare riferimento alle Borse di Studio e al Gioco in Borsa. Iniziative nate per premiare lo studio e stimolare la ricerca.
1908-2003. Il 95° che abbiamo appena celebrato ci porta a dire correndo il rischio di una vanità che non appartiene al credito cooperativo che questa banca è un vanto per chi l’ha fondata, per chi l’ha rilanciata, per chi l’ha adeguata ai tempi. Per chi le è vicino come socio o cliente.
Sempre con impegno e responsabilità.
Omero Pagliai
Vicino a questa tomba, fu scoperto, recentemente, una specie di pozzo, molto profondo, che immette, ad intervalli in altrettante tombe non del tutto esplorate.
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