LA SFIDA DELLA
BCC DI CHIUSI

alle soglie del 2000
LA SFIDA DELLA
BCC DI CHIUSI
alle soglie del 2000

PAGAMENTI PIÙ SEMPLICI: “UNICO 98”

DUE NUOVI PRODOTTI FINANZIARI
PER ESSERE AL PASSO CON I TEMPI

SPECIALE EURO
INIZIA L’AVVENTURA

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“La nostra certezza è che il sistema del Credito Cooperativo ha la forza, i mezzi, le idee e soprattutto la volontà per affrontare le sfide che si pongono all’orizzonte.
Il Credito Cooperativo ha un patrimonio di valori da spendere.
Anzi ha un primato di valori ..... che ha costruito il successo delle Banche di Credito Cooperativo.
Le BCC rappresentano una componente rilevante del sistema bancario del Paese, oltreché una delle poche esperienze di banca a carattere privato che ha dimostrato di saper contare esclusivamente sulle proprie risorse e sul rapporto con un’ampia e diversificata base societaria, largamente rappresentativa della parte forse più dinamica dell’economia italiana”.

Desidero aprire così, questa “confidenziale” del Presidente, citando alcuni passi - tanto sintetici per quanto ricchi di significato - tratti dalla relazione che il Presidente nazionale della Federcasse, avv. Alessandro Azzi, ha presentato all’ultima assemblea tenutasi a Roma il 28 novembre 1997.

Passi significativi perché fotografano, senza forzature, la realtà che le BCC stanno vivendo: lo slancio ideale che le sorregge e che ultimamente ha dato origine a nuove BCC, come dimostrano le costituzioni di quella di Sarzana e dell’altra dell’Isola d’Elba; la valenza dei mezzi amministrati, sia per quanto attiene alla raccolta sia per ciò che attiva l’erogazione del credito, notevoli non solo per l’importo “matematico” o numerico che dir si voglia, quanto per le economie che le originano, per lo più paesane e locali, senza agganci con i grandi flussi finanziari delle città, e per le categorie di persone che le movimentano, per lo più artigiani, agricoltori, piccoli commercianti, famiglie monoreddito; la volontà di stare sul mercato, non per pura sopravvivenza - un semplice laissez faire laissez passer come dicevano gli economisti di inizio secolo - ma per vivacizzare la vita economica del territorio di insediamento con nuovi prodotti finanziari e servizi sempre più mirati e d’avanguardia. Senza mai dimenticare ”l’uomo”, la sua dignità, il suo vivere quotidiano.

La citazione iniziale ben si adatta alla storia della nostra BCC di cui quest’anno, il nuovo Consiglio di amministrazione, espressione delle elezioni del 17 maggio p.v., è chiamato a degnamente celebrare il 90.mo.
Una ricorrenza che non vuole (forse, non deve...) essere formale e scontata, ma riallacciandosi idealmente alla Statuto del 1908 laddove stabilisce “l’intento di migliorare le condizioni morali e materiali dei soci” , e forte del principio di mutualità - elemento giuridicamente fondante questa cooperativa di credito - che ha portato ad erogare da vent’anni a questa parte più di 11 miliardi in beneficenza, vuole proiettare la BCC di Chiusi nel terzo millennio per “dare fiducia” a quanti qui operano, e “riscuotere fiducia” per nuove gratificanti attività.

Pierini avv. Enzo, Presidente