TERZO MILLENNIO
TERZO MILLENNIO

SPECIALE INTERNET

Piazze: tra storia ed economia…

GITE SOCIALI 1999: LA TUNISIA

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Proprio mille anni fa, giorno più giorno meno, la cristianità si sentì toccata ed impaurita dalla fine del mondo e dall’ approssimarsi del Giudizio Universale, con la seconda venuta di Gesù sulla terra, prevista per il 31 dicembre del 999.
I fedeli accorsero in massa alle chiese confessando i propri peccati e portando in dono beni e terreni per “rimedio dell’anima”.
La notte di san Silvestro passò tra timori, preghiere e paure. L ‘alba del 1 gennaio dell’anno Mille arrivò, ed i fedeli, pur tra tante titubanze passarono dallo sgomento alla fiducia e si dettero, con rinnovato slancio e fede, a costruire chiese e cappelle ed a praticare opere di misericordia.
È questa la celebre “leggenda dell’Anno Mille”.
Leggenda nata nel XVI secolo, che a detta di molti studiosi ha pochi fondamenti di storia ed è infarcita di molta fantasia.
Oggi, stando almeno alla stampa quotidiana, non vi sono queste paure “apocalittiche”. L’ unica paura manifesta è quella del “millennium bug”, il baco del millennio che può mandare in tilt i computer, non solo quello che abbiamo in casa più per passatempo che per necessità vera e propria, ma quelli che vengono utilizzati dall’ amministrazione pubblica, dagli apparati della difesa militare, e dalle istituzioni finanziarie.
Il rischio, reale ma sotto osservazione, è che il computer legga gli ultimi due 00 della cifra che indica l’anno, non come 2000 ma come 1900, polverizzando d’un colpo anni e anni di lavoro, di attività, di progetti, di previsioni, e – per il nostro settore – di bilanci…
L’Abi, in primo luogo, e la Federazione Toscana Bcc, per quel che ci riguarda, sono da tempo all’erta e non vi saranno intoppi: i saldi contabili (passivi e/o attivi) di tutti i rapporti che il cliente intrattiene con la banca saranno traghettati dolcemente dal 31 dicembre 1999 al 1 gennaio 2000, senza scossoni o traumi, conservando intatto il loro valore, sia esso di segno positivo e/o negativo.
Forse per una banca locale di natura cooperativa il vero problema è proprio questo: passare da un millennio all’altro con il proprio bagaglio culturale ed etico e l’impegno di far da volano all’economia locale, senza trascurare le grandi idealità che finora l’hanno distinta e le hanno permesso di “investire” anno dopo anno, anno per anno, sulla base delle disponibilità di bilancio, diverse risorse finanziarie nella mutualità e nella beneficenza.
Il Terzo Millennio nasce all’insegna del “gigantismo e della globalizzazione” dell’economia, con particolari risvolti ed influenze nel settore finanziario e creditizio. Il “piccolo” sembra destinato a soccombere… Per il Credito Cooperativo, tale scenario è altamente competitivo e presenta notevoli insidie: è necessario pertanto riscoprire e rafforzare il legame – affettivo, storico, solidaristico – con le comunità locali dove la banca è insediata; è urgente approfondire le motivazioni spirituali, razionali e logistiche che giustificano la presenza sul territorio di una cooperativa di credito; è importante essere ogni giorno di più professionali e preparati per offrire ai Soci e Clienti non solo gli ultimi prodotti per investire il risparmio e praticare il credito, ma anche consulenza e collaborazione.
Il Duemila che arriva non deve incuterci né soggezione né paura, ma deve stimolarci ad un impegno maggiore, affinchè l’attività economica possa essere un’occasione di crescita personale, familiare, comunitaria.
Auguri.

Il Direttore