Banca Valdichiana Credito Cooperativo Tosco-Umbro - La storia

Le Banche del Credito Cooperativo sono cooperative mutualistiche frutto e “lievito” delle comunità locali; non fa eccezione la Banca Valdichiana che per più di un secolo è stata la banca scelta da migliaia di famiglie, è stata partner delle micro e piccole imprese ed interlocutore di riferimento delle imprese sociali, del volontariato, del non profit e degli Enti Locali, che ha promosso innovazione non solo in termini di creazione di nuovi prodotti, ma sperimentando uno stile peculiare di far banca, fondato sulla qualità della relazione. La Banca fu fondata il 5 gennaio 1908 dall’attivissimo sacerdote Don Domenico Pipparelli che insieme a 17 soci costituirono quella che all’epoca prese il nome di Cassa Rurale dei Prestiti di Chiusi, di cui ne divenne il primo presidente. La fondazione avvenne in un clima economico e sociale molto difficile, per contrastare il preoccupante fenomeno dell’usura, che in quel periodo rappresentava una grande minaccia per la società, per dare speranza alla povera gente, includere nei circuiti economici coloro che da sempre erano stati esclusi, promuovere e perseguire il miglioramento globale. La prima impronta della Cassa Rurale dei Prestiti di Chiusi era molto influenzata dal cattolicesimo tanto che lo stesso Statuto ribadiva molti concetti dell’enciclica di Leone XIII e dei 17 soci fondatori ben 4 erano ecclesiastici. E’ doveroso ricordare i nomi di coloro che sentirono l’esigenza di partecipare alla fondazione di questa società che avrebbe cambiato la storia del nostro territorio per i decenni successivi: Don Domenico Pipparelli, che ne assunse per primo la presidenza; Don Carlo e Don Vittorio Leandri; Antonio Monni (falegname e restauratore chiusino); Aristide Notari (esercente del Buffet della Stazione); il canonico Giovanni Di Cocco; il possidente Alibrando Santoni; il maresciallo dei carabinieri Antonio Moretti; il parroco Claudio Marcucci; il sagrestano Alessandro Toppi; i fabbri Ireneo Pipparelli e Nazzareno Toppi e poi Adamo Rocchi, bracciante; Antonio Cellai, agente di beni; Angiolo Lazzerini, pensionato; Giuseppe Leandri, negoziante; Baldassarre Toppi, materassaio; Gino Toppi, ecclesiastico; Roberto Rocchi, ferroviere; Angiolo Rupolotti, negoziante; Silvio Maria Nardi Dei, ecclesiastico; Luigi Battistelli, pensionato.
 
storia_BVLa banca chiusina già dopo un anno dalla sua nascita era diventata motivo di orgoglio per la città e per il movimento cattolico. La Banca affrontò i periodi di crisi degli anni 20 e 30 del novecento, resistendo all’invadenza del fascismo, alla crisi economica della nazione e al tracollo della seconda guerra mondiale per poi rilanciarsi nel dopoguerra, superando una fase di difficoltà grazie alla tenacia di alcuni soci, sino ad espandersi ed affermarsi come una delle realtà principali del territorio. In questo percorso ci sono stati alcuni punti che ne hanno segnato la storia: il cambio di denominazione del 1938 quando divenne Cassa Rurale ed Artigiana di Chiusi in quanto la legislazione per le Casse prevedeva l’allargamento del loro campo di azione al mondo dell’artigianato; l’assemblea straordinaria convocata per il 6 luglio 1952 per la messa in liquidazione volontaria della società dove i soci, con grande coraggio e senso di responsabilità, decisero invece che la Cassa doveva proseguire nella sua attività. Dalla crisi sventata del ’52, gli anni 50’ e ’60 furono gli anni di crescita e di sviluppo sia del paese che della Cassa Rurale. Lo sviluppo iniziato in quegli anni proseguì con l’espansione dell’operatività, con l’apertura di filiali anche nei comuni vicini ed alla nuova denominazione nel 1993 in Banca di Credito Cooperativo di Chiusi, per effetto del D.Lgs. 385/1993, che rivoluzionò oltre alla Ragione Sociale anche il modo “di far banca” delle consociate ponendole nella condizione di poter competere alla pari con le altre banche ed allinearsi al movimento europeo. Il 1997 chiuse un periodo storico che era stato denso di successi per la Banca chiusina e vide il pensionamento del Direttore Luciano Fuccelli, assunto nel 1952 e figura carismatica di fondamentale importanza per lo sviluppo della Banca, ed il subentro di Fulvio Benicchi. Il 1999 giunse il tempo di pensare ad un’ulteriore espansione territoriale per meglio consolidarsi ed affrontare le sfide del nuovo secolo; si giunse così alla fusione con la Cassa Rurale ed Artigiana di Piazze e alla fondazione dell’attuale Banca Valdichiana Credito Cooperativo Tosco-Umbro.
La società dell’ultimo ventennio è notevolmente cambiata e con essa anche la cultura del fare la Banca: il “movimento” o meglio la Federazione delle Banche del Credito Cooperativo riesce a mantenere la caratteristica principale delle sue banche che è quella di essere società cooperative per azioni, mutualistiche e locali e quindi anche la Banca Valdichiana è riuscita mantenere e svolgere il proprio ruolo di banca del territorio, assolvendo a una funzione specifica, quella di promuovere sviluppo e di rispondere alle necessità economiche e sociali delle comunità locali. In questo periodo la Banca oltre a rafforzarsi e consolidare la propria posizione nei territori limitrofi alla sede principale di Chiusi, ha ampliato i propri confini aprendo numerose filiali nella provincia di Arezzo (Terontola, Castiglion Fiorentino, Monte San Savino e due agenzie ad Arezzo Città).  
Questi quasi 120 anni di storia rappresentano per la Banca un grande patrimonio ma allo stesso tempo anche uno stimolo per il futuro perché la “nostra” Banca continui ad essere protagonista e parte attiva alla crescita e allo sviluppo dei territori in cui opera; perché la cooperazione, la coesione, la mutualità di rete consentano di superare i limiti della piccola dimensione, esaltandone i vantaggi, perché consentano di far banca per lo sviluppo economico reale e non per la crescita finanziaria fine a se stessa e permettano di realizzare una forma reale di finanza democratica, partecipata, di comunità, capace di includere e di promuovere; perché i nostri clienti ripongano fiducia in noi tanto da diventare nostri soci; perché i nostri soci si sentano i veri protagonisti della vita e delle attività promosse dalla banca perché è a questa che spetta il compito di mantenere con loro quei rapporti umani tra persone che si stimano e cooperano per il bene comune.
BANCA VALDICHIANA CREDITO COOPERATIVO TOSCO-UMBRO
Sede Via Porsenna 54 – 53043 – Chiusi (SI)
Data Costituzione 05 gennaio 1908
Filiali Sede, Chiusi Città, Sarteano, Sanfatucchio, Montallese, Tavernelle, Po’ Bandino, Piazze, Cetona, San Casciano dei Bagni, Terontola, Castiglion Fiorentino, Arezzo Via Romana, Monte San Savino, Arezzo Centro, Camucia

PRESIDENTI DALLA FONDAZIONE
Can. Co. Don Domenico Pipparelli (1908-1912)
Lucio Lucioli (1912-1922)
Emilio Boni (1922-1929)
Giuseppe Gherardi (1929-1935)
Arturo Drago (1935-1936)
Pietro Giulietti (1936-1938)
Flaminio Betti (1938-1941)
Pietro Giulietti (1941-1952)
Flaminio Betti (1952-1977)
Enzo Pierini (1977-1998)
Omero Pagliai (1998-2007)
Mara Moretti (2007-2016)